giovedì 4 aprile 2013

IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA LOGISTICA




IL RINNOVO DEL CONTRATTO DELLA LOGISTICA
TRA INCAPACITÀ CONFEDERALE E NUOVA ORGANIZZAZIONE DEI LAVORATORI  

di Massimo Chiesi



Lo scorso 31 dicembre è scaduto il CCNL "Logistica Trasporto Merci e Spedizione". Il rinnovo precedente (ottenuto unitariamente dal punto di vista sindacale) aveva visto un importante successo politico-sindacale relativo all'inclusione nella "filiera" produttiva del CCNL, la cooperazione. Con modalità che come "CGIL che vogliamo" avevamo criticato. Un rinnovo che si era chiuso con un aumento di 122 Euro in 4 trance ed una tantum di copertura per carenza contrattuale di 150 Euro in due trance. 

Nonostante questo successo politico-sindacale dell'inclusione dei soci-lavoratori delle cooperative del trasporto merci, logistica e spedizionieri, le tre organizzazioni sindacali di categoria, avevano concesso un'apertura clamorosa ai padroni sul tema degli appalti alle cooperative: attraverso la firma di un avviso comune con i padroni, infatti, si sancì: 

<<[...] Le parti ritengono che l’obiettivo di ricondurre a livelli fisiologici la competizione delle aziende evitando gli abusi nella gestione degli appalti possa essere raggiunto affiancando al principio della responsabilità solidale del committente, il potere in capo al committente stesso di esercitare un reale controllo sui doveri dell’appaltatore rispetto ai quali è chiamato a rispondere in maniera solidale. Il riscontro del rispetto di tutte le formalità e le regolarità previdenziali e contrattuali, da eseguirsi precedentemente alla stipula dell’appalto e da monitorare successivamente, deve comportare l’esonero della responsabilità solidale in capo al committente. 
Le parti chiedono al Governo l'emanazione di un provvedimento con le seguenti caratteristiche: "nell'ambito di quanto previsto dall'art. 29 del D.lgs. 276/2003 e dall'articolo 35 della L. 296/06 va introdotta una procedura che se attivata dall'impresa appaltante nell'ambito di una tempistica predefinita, la esoneri dalla responsabilità in solido. In particolare la procedura dovrà prevedere che l'impresa committente chieda all'impresa appaltatrice i seguenti documenti: elenco nominativo dei lavoratori, corredato da codice fiscale, impiegati nell'appalto, la documentazione attestante l'avvenuto versamento delle ritenute fiscali relative ai soggetti impiegati nell'esecuzione dell'appalto, la documentazione attestante l'avvenuto versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi relativi ai lavoratori impiegati nell'appalto attraverso l'elenco del nominativo dei lavoratori utilizzati nell'appalto, l'ammontare delle retribuzioni corrisposte ad ogni singolo lavoratore, le indicazioni dell'aliquota contributiva applicata ed i relativi importi versati nonché il documento unico di regolarità contributiva (DURC) secondo cui i versamenti devono essere riferiti anche ai lavoratori impiegati nell'appalto. Nel caso in cui la procedura sopra individuata sia rispettata integralmente, il riscontro, salvo illeciti penali, della documentazione di cui sopra, in sede di contestazione, esonera il committente dalla responsabilità solidale per i lavoratori impiegati nell'opera e indicati nella documentazione fornita.>> 

In sostanza si aprì la strada all'eliminazione della cosiddetta responsabilità solidale. 

Lo scorso giugno (2012) è stata presentata una piattaforma per il rinnovo del CCNL, come detto in apertura, scaduto il 31 dicembre 2012. Definire quel documento come una piattaforma (6 pagine compresa l'intestazione) è veramente troppo. In quel documento non si è trovato neanche la "forza" di scrivere una cifra di rivendicazione economica: <<[...] Si chiede per il triennio 1 gennaio 2013 – 31dicembre 2015, un aumento della retribuzione mensile al livello 3s, che consenta il pieno recupero del potere di acquisto del salario>>! Insomma niente. A fronte della richiesta di inserire nel CCNL anche i driver (anch'essi prevalentemente soci di cooperativa). 

Il tavolo della trattativa si è aperto il 7 novembre 2012. Indovinate un po' qual è la prima richiesta padronale avanzata in quel tavolo? L'eliminazione della responsabilità solidale.... ovvio e conseguente, no? 

Per il momento la risposta delle tre organizzazioni sindacali di categoria della triplice è stata unitaria sul no. Ma il problema principale è che nella "piattaforma", CGIL-CISL-UIL, non rivendicano nulla. 

I padroni al contrario avanzano richieste su richieste... 28 punti presentati di cui i più "interessanti" sono: 

· l’aumento dell’orario di lavoro (da 39 a 49 ore settimanali); 
· l’abolizione della quattordicesima mensilità per i neo assunti; 
· la possibilità di diluire la tredicesima e quattordicesima mensilità in ratei mensili per tutti; 
· il congelamento degli scatti di anzianità; 
· il dimezzamento delle ore permesso (“R.O.L.”) e l’abolizione di altre ore di permesso meglio note come Ex F.S.; 
· la diminuzione delle giornate di ferie (da 22 a 20); 
· l’estensione fino a 4 ore della “pausa pranzo”; 
· il progressivo smantellamento del pagamento dei primi tre giorni di mutua; 
· l’attacco al nastro lavorativo delle 8 ore giornaliere.

Queste richieste sono, per i tre sindacati confederali, delle provocazioni.....! 

In questo contesto si è inserita un'importante novità. Che non arriva dalla CGIL, ma arriva dal S.I. Cobas: organizzazione sindacale che con il passare del tempo si è ben inserita nel contesto della cooperazione, la nuova frontiera dello schiavismo legalizzato. Con un'importante iniziativa preparatoria (assemblee di lavoratori e lavoratrici delle cooperative molto partecipate in contemporanea in 9 città italiane di domenica) ed un grandissimo lavoro sul campo dei comitati nati in appoggio allo sciopero, le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sono riusciti a bloccare le grandi aziende del settore e non solo lo scorso 22 marzo. Molte aziende del settore (DHL, TNT, SDA, ecc.) hanno bloccato l'attività. E ci sono state ripercussioni anche nei giorni successivi. 

Protesta rivolta a quel tavolo delle trattative per il riconoscimento delle richieste dei soci lavoratori attraverso una piattaforma (quella sì la si può chiamare così) rivendicativa ambiziosa e di rilancio per il settore della cooperazione, ma anche per tutto il settore. 

Credo che la FILT CGIL debba cercare un dialogo ed un fronte comune di lotta con i lavoratori e le lavoratrici di settore, incluso le cooperative (ovviamente!) e quindi i sindacati che sono su questo terreno con l'obiettivo di invertire la tendenza della trattativa che sta volgendo preoccupantemente al peggio. 

Massimo Chiesi

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...