mercoledì 11 dicembre 2013

LA FIOM PERDE ANCORA: IL CASO INDESIT



DAL SITO NAZIONALE

DELLA RETE28APRILE


Dopo il tracollo alle elezioni Rsu Ilva di Taranto, la Fiom di Landini è stata clamorosamente sconfitta nel referendum sull'intesa separata Indesit. Nonostante l'appello alla bocciatura fatto dalla Fiom il voto, a larghissima maggioranza, conferma l'intesa. Un laconico comunicato della segreteria nazionale prendeva atto del pronunciamento dei lavoratori e annunciava la sottoscrizione dell'accordo. 
Davvero singolare la vicenda. In primo luogo perché  fatto del tutto strano, Fim e Uilm hanno accettato di sottoporre l'intesa separata a referendum unitario. Come tutti sanno da tanti anni si vota solo quando i sindacati sono tutti d'accordo e tutti firmatari. Una "conquista" frutto dell'accordo interconfederale del 31 maggio? Difficile dirlo, quel che sappiamo con certezza è che il referendum rischia di essere sempre più usato come pretesto per firmare accordi al ribasso scaricando sui lavoratori il peso della scelta. Se la Fiom ha giustamente considerato che con quell'accordo si mettono a rischio i siti casertani dell'Indesit doveva garantire a quei lavoratori di poter proseguire la lotta, anche da soli se necessario. Il voto di lavoratori non colpiti dal piano di ristrutturazione non può essere usato contro gli altri, contro quelli che il prezzo lo pagano e salato. Il sindacato non può accettare di mettere lavoratori contro lavoratori, sito produttivo contro sito produttivo e affidarsi al voto. E' come chiedere a degli impiegati di votare sul licenziamento dei saldatori con la minaccia che se non passa l'accordo ci saranno licenziamenti e conseguenza pesanti per tutti. Così non va. 


Rete 28 aprile Fiom 

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